Redazione UrbanisticaTre

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  • in risposta a: Novità in rubriche – Letture #7280

    IL CARRETTO DEI GELATI

    Un’introduzione all’urbanistica

     

    di Anna Laura Palazzo

    Il carretto dei Gelati è una riflessione densa e incalzante, a tratti ironica, su temi e accadimenti legati allo sviluppo delle città nell’arco di mezzo secolo, sui successi e fallimenti di un riformismo che ne ha permeato la dimensione pubblica, sui traguardi di modernità perseguiti di cui viviamo spesso inconsapevolmente affermazioni e sconfitte. I saggi contenuti nel libro affrontano un ampio spettro di questioni e argomenti, che chiamano in causa quadri interpretativi estesi e complessi. Nel loro insieme, essi interrogano fatti e opinioni spesso accantonati dalle agende urbane senza essere risolti e che andrebbero ripresi e indagati in profondità. Con una curiosità mai gravata da preconcetti o presupposti moraleggianti.                                                                            La morale della favola resta al lettore.

    Il carretto dei Gelati provides a dense and sharp, at times ironic, reflection on urban development worldwide over half a century. It delves into successes and failures carried out by social reforms envisioning the city as a public realm, focusing on the gaps between expectations and results.The essays contained in the book deal with a broad array of issues and topics, calling for wider interpretative frameworks. Taken together, they question facts and opinions often set aside by urban agendas without being resolved, yet liable to be resumed for further investigation. With a curiosity far off any bias or moral intentions.                                                The moral of the story stays in the reader’s hands.

     

    Anna Laura Palazzo, Professore ordinario di Urbanistica all’Università “Roma Tre” di Roma. Ph.D. in Pianificazione territoriale e urbana e Specialista in studio e restauro dei monumenti. Coordinatore del Dottorato in “Paesaggi della città contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali”. Coordinatore o ricercatore senior di ricerche MED, COST, Marie Curie, Erasmus + sui temi dello sviluppo regionale, rigenerazione urbana, pianificazione del paesaggio, governance urbana, patrimonio. Autrice di oltre 180 saggi, tra cui diversi volumi, numerosi articoli peer-reviewed e rapporti di ricerca internazionali.

    in risposta a: Novità in rubriche – Focus #7238

    IMPARARE LA CITTÀ

     

    Per una rinascita dell’ urbanistica nel post-Covid: creare amore per la città come magia, miracolo, meraviglia e speranza

    Di Pietro Garau

     

    La “crisi dell’urbanistica”, da sempre lamentata dagli urbanisti, è soprattutto una crisi d’identità. Essa e’ infatti percepita dalla maggior parte dei cittadini come un’arida disciplina tecnica assai lontana dalle loro preoccupazioni quotidiane. Questo divario potrà essere colmato se gli urbanisti stessi saranno capaci di costruire assieme ad altri, e soprattutto alle generazioni dei più giovani, una nuova narrazione che sostituisca  alla  vulgata catastrofista del quotidiano urbano una visione positiva della città a partire dalle sue virtù ignorate: la citta’ come magia del quotidiano; la citta’ come miracolo di convivenza; la citta’ come macchina meravigliosa; e la città come speranza per la salvezza del pianeta. Creare “amore per la città” è una garanzia per costruire generazioni di cittadini migliori di quelli che li hanno preceduti; e per questo viene proposto che “La Città” divenga una materia d’insegnamento nella “nuova scuola pubblica” che dovrà nascere dalla dolorosa esperienza della pandemia.

    The “urban planning crisis”, which has always been lamented by urban planners, is above all an identity crisis. In fact, urban planning  is perceived by most citizens as an arid technical discipline far removed from their daily concerns. This gap can be bridged if the planners themselves will be able to build together with others, and especially with the younger generations, a new narrative that replaces the catastrophic image of daily urban life with a positive vision of the city starting from its ignored virtues: the city as magic of the ordinary; the city as miracle of coexistence; the city as marvellous machine; and the city as ecological hope. Building “love for the city” can help us  build better generations of citizens than those who preceded them; and for this reason it is proposed that “The City” becomes a teaching subject in the new educational system that will have to be born from the painful experience of the pandemic.

     

    Pietro Garau è un urbanista italiano che ha dedicato gran parte del proprio impegno professionale all’impiego della pianificazione urbanistica come strumento per l’eguaglianza sociale e lo sviluppo sostenibile. È stato coordinatore  di ricerca a UN-Habitat e co-chair di task forces internazionali per la realizzazione degli Obiettivi del Millennio ONU per lo Sviluppo Sostenibile e per la Conferenza ONU Habitat III. Ha insegnato politiche urbane a Sapienza Università di Roma. HA promosso la “Carta dello Spazio Pubblico” ed è attualmente impegnato nell’organizzazione della sesta Biennale dello Spazio Pubblico.

    in risposta a: Novità in rubriche – Focus #7163

    ROMA INTERROTTA

     

    Roma interrotta e il clima dell’opinione

    Di Anna Laura Palazzo

     

    Tra i giudizi e pregiudizi che pesano sulla Città eterna vi è una compiaciuta insistenza su una caratteristica antropologica dei suoi abitanti, oziosi, indolenti, disincantati rispetto alle vicende che interessano la città e le sue trasformazioni.

    Roma non ha conosciuto rivoluzioni, e la storiografia ha insistito notevolmente sul ruolo del clima dell’opinione nella mancata proattività della cittadinanza.

    In questo contributo si sostiene che tale costante interpretativa, nello spiegare e quasi giustificare antropologicamente la volubilità degli intenti e l’incompiutezza dei programmi, costituisce un facile alibi per lo stigma di immobilità che pesa oggi più che mai sulla città.

    Among the judgments and biases about the Eternal City, there is a complacent insistence on an anthropological feature of its inhabitants, idle, indolent, disillusioned with respect to all events affecting Rome and its transformations.

    Rome has not known revolutions, and historiography has remarkably insisted on the role of the climate of opinion in the lack of proactive citizenship.

    This contribution contends that such interpretation, persistent as it is in explaining and almost justifying unsteadiness of purposes, programs and undertakings, constitutes an easy excuse for the stigma of immobility that weighs more than ever on the city today.

     

    Anna Laura Palazzo, professore ordinario di Urbanistica all’Università “Roma Tre” di Roma. Ph.D. in Pianificazione territoriale e urbana e Specialista in studio e restauro dei monumenti. Coordinatore del Dottorato in “Paesaggi della città contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali”. Coordinatore o ricercatore senior di ricerche MED, COST, Marie Curie, Erasmus + sui temi dello sviluppo regionale, rigenerazione urbana, pianificazione del paesaggio, governance urbana, patrimonio. Autrice di oltre 180 saggi, tra cui diversi volumi, numerosi articoli peer-reviewed e rapporti di ricerca internazionali.

    in risposta a: Novità in rubriche – Cronache #7148

    COOPERAZIONE NEL MEDITERRANEO

     

    Webinar “Science-Policy-Society interactions in ecosystem-based marine resources management and planning”

    Di Romina D’Ascanio

     

    Si è tenuto il 17 settembre un webinar introduttivo del corso “Science-Policy-Society interactions in ecosystem-based marine resources management and planning”, che si terrà nel mese di marzo 2021 presso la sede del CNR-ISMAR. Questo corso, rivolto a ricercatori e professionisti che svolgono la loro attività in ambiente marino, ricade all’interno delle attività del progetto Interreg MED Biodiversity Protection Community. Il progetto Interreg MED Biodiversity Protection Community (BPC), si articola in tre temi principali: 1. Protezione della biodiversità e sfide transfrontaliere, 2. Uso sostenibile delle risorse naturali e 3. Monitoraggio e gestione integrata degli ecosistemi. Il webinar è stato scandito in tre macro temi: (i) Introduction to Ecosystem-Based Management, (ii) Knowledge-based Maritime Spatial Planning for Sustainable blue growth e (iii) Science for complex socio-ecological systems.

     

    Romina D’Ascanio, laureata in Architettura all’Università degli Studi di Chieti-Pescara e dottoranda in Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre. Ha svolto un Master Universitario in Gestione dello Sviluppo Locale nei Parchi e Aree Naturali presso l’Università di Teramo. È cultore della materia e assistente alla didattica in Politiche Urbane e Territoriali presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre. I suoi principali campi di indagine riguardano la governance partecipativa, lo sviluppo locale e le politiche ambientali con particolare attenzione al paesaggio, alle infrastrutture verdi e ai territori fragili, come le aree periurbane, naturali e fluviali. È Segretario dell’Istituto Nazionale di Urbanistica – Sezione Lazio e fa parte della Segreteria Tecnica del Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla foce.

    in risposta a: Novità in rubriche – Cronache #7094

    THE CAR AS A CASTLE AMONGST CASTLES

    The Car as a Castle amongst Castles and mobility after Covid-19

    By Rui Alves

     

    From my master’s thesis researching the effects of the car in cities and societies, the biggest learning point was the power of the individualization of people within the society and consequent disparity of direction, destiny and objective of their mobility and how this turned cities into “circulation paths”, having changed their use. The political and environmental ideals which used to favour this paradigm have changed though and have made it ‘harder to drive’, more expensive, trying to control pollution, favouring collective and/or light means of transport. The Covid-19 pandemic has changed these ideas – temporarily at least –, proving it isn’t healthy to travel ‘stuffed with dozens of others in a metal box’, and the car became, again, the ‘best tool for mobility’. The current mobility is unbearable though: how much can we learn from this situation, to be environmentally friendly while safe and healthy in our daily routines and travels? This pandemic may be an opportunity to adapt our cities and urban design to the individual needs of people within the collective that’s this globalized world.

     

    Rui Filipe Ferreira Alves is a Portuguese architect and researcher, Master at the Porto Faculty of Architecture (Faculdade de Arquitectura da Universidade do Porto – FAUP). Recently he’s been working with the research/studies centre CEAU-MDT at FAUP, with Rui Braz Afonso and Nuno Bigotte, among others, on the development of several studies about small urban agglomerates and the agricultural colonization and consequent landscape transformation. He’s also been expanding his research on the effects of the car in cities and societies, continuing his masters degree dissertation thesis.

    in risposta a: Novità in rubriche – Focus #7080

    SLOW AQUILEIA

    Un documento preliminare per una città che si confronta con l’emergenza Covid-19

    Di Nicola Vazzoler

     

    Il Comune di Aquileia propone un documento di adeguamento alle condizioni attuali e future dettate dalla pandemia da Covid-19. Seppur sia considerata un piccolo centro anche Aquileia sta subendo effetti negativi sugli spazi, sulle relazioni interpersonali e sul tessuto socio economico (attività produttive di ogni grado e operatori culturali legati al patrimonio Unesco). Il documento di indirizzo politico troverà strumenti utili di attuazione grazie alla sinergia con il mondo della ricerca e al confronto con gli stakeholder locali. “Slow Aquileia” intende trovare iniziative e progetti per la città, di breve e lungo periodo, per affrontare e superare la crisi partendo dalle potenzialità locali legate ad un approccio lento dell’abitare.

    The Municipality of Aquileia proposes an adaptation document to current and future conditions due to Covid-19. Although Aquileia is a small town, it is still suffering negative effects on spaces, interpersonal relationships, economic activities and cultural operators. The policy document will find useful tools for implementation thanks to the synergy with the world of research and dialogue with local stakeholders. “Slow Aquileia” wants to find initiatives and projects for the city, in the short and long term, to tackle and overcome the crisis starting from the local potential linked to a slow approach to living.

     

    Nicola Vazzoler, è architetto e Dottore di ricerca in studi urbani. Ha collaborato a diverse attività di ricerca e formazione presso le Università di Trieste, Università IUAV di Venezia e RomaTre tra cui; la ricerca “Cinquant’anni di standard urbanistici”; il PRIN “Territori post-metropolitani come forme urbane emergenti”; la ricerca H2020 “Open Heritage”. Ha collaborato, inoltre allo sviluppo del “Piano di assetto dell’area archeologica monumentale del Colosseo” (RomaTre) e al “Monitoraggio delle forme periferiche contemporanee a Roma” (DGAAP MiBACT). Ha collaborato con Planum, PPAN e U3.

    in risposta a: Novità in rubriche – Immagini&video #7066

    FIGURE OUT

    Di Magda Typiak

     

    Questo lavoro è stato realizzato durante la residenza a Prato per il progetto “La Via Della Cina 2019”. Con entrambi i mezzi mi sono posta delle domande sull’essere umano, la sua visibilità e la sua identità all’interno del quartiere del Marcolotto Zero, ponendo l’accento sul contesto di produzione industriale, il contesto di illegalità, la sensazione di distacco dalle proprie radici e da un superamento delle differenze economiche.

    Il titolo Figure out porta con sé due messaggi: dapprima l’atto di capire andando a interrogare e indagare le ragioni dei problemi e dei conflitti che possono essere percepiti in quel quartiere; segue il Figure-out, Figura – fuori, che evoca letteralmente il verificarsi dell’esclusione (en. out = escluso /esterno /senza).

    La presenza e la visibilità dell’essere umano nel quartiere è molto forte.

    Riesco a sentire le persone attorno a me, sento che sono presenze emotivamente e culturalmente molto forti, ma non riesco a conoscerle.

    Sono esseri umani la cui identità sembra così decisa ed evidente ma non un sé totalmente invisibile. Mi piacerebbe incontrarne alcuni, ma non posso. Li guardo attraverso la macchina fotografica e dedico loro la mia attenzione e il mio sguardo, con delicatezza e rispetto. Questo è l’unico incontro che riusciamo ad avere, ma per me è comunque molto importante.

    Queste sono le persone che ho di fronte: persone che non riescono a sfuggire dalla situazione in cui si trovano e probabilmente nemmeno dalla loro mentalità. Quindo chi sono? Non lo so, perchè forse non lo sanno nemmeno loro.

    È una questione davvero fragile che voglio mostrare con il mio lavoro.

     

    This work was carried out during the fellowship in Prato for the project “La Via Della Cina 2019”. By both media I asked myself questions about the human being, his visibility and his identity within the Marcolotto Zero district, focusing on the context of the industrial production, the context of illegality, the feeling of detachment from one’s roots and from overcoming economic differences.

    The title “Figure out” holds two meanings: first the act of understanding by questioning and investigating the reasons for the problems and conflicts that can be perceived in that neighbourhood; then the ‘Figure-out’, ‘Figure – outside’, which literally evokes the occurrence of exclusion (en. out = excluded/external/without).

    The presence and visibility of the human being in the neighbourhood is very strong.

    I can feel the people around me, I feel that they are emotionally and culturally very strong presences, but I can’t get to know them.

    They are human beings whose identity seems so strong and evident but not a totally invisible self. I’d like to meet some of them, but I can’t. I look at them through the camera and give them my attention and my gaze, with delicacy and respect. This is the only encounter we can have, but it is still very important to me.

    These are the people I have in front of me: people who cannot escape from the situation they are in and probably not even from their mentality. So who are they? I don’t know, because maybe they don’t know either.

    It’s a really fragile issue that I want to show with my work.

     

    Magda Typiak si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Danzica (Master of Arts) e presso la Facoltà di Belle Arti di Torun. Nel 2016 ha studiato presso il Dipartimento di Film e Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Le sue opere sono state esposte in mostre e festival in Polonia e ed altre città tra cui Berlino, Atene, Vienna e l’Istituto di Cultura Polacca a Minsk (Bielorussia). Nel 2015 ha preso parte al Festival “Under Construction” di Varsavia e nel 2016 il suo video le è valso il premio principale in un festival internazionale di arte studentesca presso la Wozownia Art Gallery di Torun.

    I film, le fotografie e le installazioni che crea sono creazioni post-percettive. Nei suoi pezzi minimalisti (delicate decostruzioni di spazi) pone domande sull’identità, sia la sua, sia quella collettiva.

    in risposta a: Novità in rubriche – Focus #7044

    IL CONTAGIO URBANISTICO

    Effetti temporanei e permanenti del COVID 19 sulla città

    Di Valerio Cutini e Simone Rusci

     

    Alla conclusione del primo mese di lockdown, l’articolo si interroga sui presumibili effetti che le misure di distanziamento sociale imposte per contenere il contagio avranno sui comportamenti collettivi e sull’organizzazione spaziale delle città. I primi riflessi della crisi sul dibattito urbanistico non hanno che riacceso l’attenzione su temi – la dispersione insediativa come risposta alla concentrazione urbana e la digitalizzazione come forma di despazializzazione di funzioni e interazioni sociali – sui quali l’interesse era da tempo sopito. Una esplorazione disincantata dei prevedibili cambiamenti, scevra da inutili catastrofismi e ingiustificate attese, appare necessaria per cogliere le opportunità portate dalla crisi arginando i rischi di nuove criticità, nuove povertà e nuove forme di marginalizzazione.

     

    Valerio Cutini, professore ordinario di Tecnica e Pianificazione urbanistica presso l’Università di Pisa, si occupa dell’analisi degli insediamenti urbani, dei loro processi evolutivi e della trasformazione diacronica della loro morfologia e del loro assetto funzionale. Tra le sue pubblicazioni: La Forma del Disordine. Tecniche di analisi e progetto urbano ai tempi dello sprawl. Mimesis edizioni

    Simone Rusci, ricercatore di Tecnica e Pianificazione urbanistica presso L’università di Pisa, svolge attività di ricerca nel campo delle interazioni tra sistemi economici e sistemi urbani.  Tra le sue pubblicazioni: La Rigenerazione della Rendita. Teorie e metodi per la rigenerazione urbana attraverso la rendita differenziale. Mimesis edizioni.

    in risposta a: Novità in rubriche – Focus #6973

    FACING UNCOMFORTABLE HERITAGE

    Interpreting the Totalitarian Past

    By Tinatin Meparishvili

     

    The article addresses the importance of interpreting the recent history in the countries with the totalitarian heritage. The controversy of pride and shame of those who are responsible or were part of the totalitarian regimes has digressed the process of coming in terms with the past. The topic is rarely tackled on a governmental level in post-soviet countries or southern Europe. Only on a lower scale, NGOs and research groups try to study, uncover and documents facts, and make them accessible for a larger audience, to raise awareness about the recent history. After all, this is the history that still reminds us of itself in contemporary events. Most of the European countries, who have invested both intellectually, and financially to interpret and learn to live with the past, seem to present their testimony of conciseness about the culpability and the responsibility for what had happened and this way, they make sure that the new generation would never repeat the same mistake.

     

    Tinatin Meparishvili (PhD candidate at Roma Tre University) born in Georgia, completed her Bachelor in Architecture at the Academy of Arts in Tbilisi before moving to Germany for a Master of Arts in Heritage Conservation and Site Management at Brandenburg Technical University. Having worked in the field of Tourism, Heritage Conservation and Management, Tinatin is excited to have an opportunity to apply her knowledge and experience to fundamentally explore the challenges that Mass Tourism creates in the historic districts of Rome.

    in risposta a: Novità in rubriche – Focus #6960

    BUROCRATI E MARINAI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

    Di Anna Laura Palazzo

     

    Il libro “Il burocrate e il marinaio” dell’economista Carlo M. Cipolla inquadra i commerci nel porto di Livorno largamente dominati da navi inglesi negli anni in cui la peste si abbatté su Londra (1665-1667). Misure di quarantena furono varate dal Granducato di Toscana per controllare il propagarsi del contagio, con pesanti restrizioni allo sbarco degli equipaggi e allo scarico delle merci. Il conflitto tra burocrazia sanitaria italiana, radicalmente inflessibile anche a rischio di contagio cessato, e i commercianti inglesi che incarnano in qualche modo gli animal spirits, nel rivelare lo scontro tra due diverse culture, trasmette alcune riflessioni sul momento attuale.

     

    The book “The Bureaucrat and the Sailor” by economist Carlo M. Cipolla frames the trades in Leghorn port largely dominated by vessels flying the English flag during the great plague that hit London (1665-1667). The quarantine was widely used by the Granduchy of Tuscany as an effective way of controlling the spread of infection, imposing heavy restrictions to landing of crews and unloading of goods. The conflict between the Italian sanitary bureaucracy, radically inflexible even in the absence of a real risk of contagion spreading, and the English traders embodying somewhat of the animal spirits, in disclosing the clash between two different cultures conveys some insights for the time being.

     

    Anna Laura Palazzo, Professore ordinario di Urbanistica all’Università “Roma Tre” di Roma. Ph.D. in Pianificazione territoriale e urbana e Specialista in studio e restauro dei monumenti. Coordinatore del Dottorato in “Paesaggi della città contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali”. Coordinatore o ricercatore senior di ricerche MED, COST, Marie Curie, Erasmus + sui temi dello sviluppo regionale, rigenerazione urbana, pianificazione del paesaggio, governance urbana, patrimonio. Autrice di oltre 180 saggi, tra cui diversi volumi, numerosi articoli peer-reviewed e rapporti di ricerca internazionali.

    in risposta a: Novità in rubriche – Focus #6949

    LA CINA È VICINA

    La Cina al Cinema

    Di Ghisi Grütter

     

    I film cinesi recenti rappresentano o realtà contadine, o quelle operaie oppure quelle di emarginazione urbana. In questo scritto si prendono in considerazione tre film: uno rappresenta i quartieri nati attorno alle miniere di carbone nel nord, un altro una piccola città di provincia, un altro ancora la periferia di una grande città. Un altro tema portato alla ribalta è il rapporto tra oriente e occidente, considerato sia come modello architettonico e urbano, sia come modello di vita. Così Farewell del 2019 che sembra contrapporre la tradizione al “progresso”, e così anche Al di là delle montagne del 2015 dove viene criticato il modello consumistico di occidentalizzazione a favore delle proprie identità culturali.

     

    Most of the recent Chinese films represent either peasant realities, or workers’ ones or those of urban marginalization. In this essay three films are considered: one represents the neighborhoods born around the coal mines in the North, another one a small county town, the third one deal with the pour large city’s suburbs. Another theme brought to the fore is the relationship between East and West culture, considered both as an architectural and urban model and as a social model of life. Thus Farewell (2019) that seems to contrast tradition to “progress”, and so also Beyond the mountains (2015) where the consumerist model of westernization is criticized towards one’s cultural identities.

     

    Ghisi Grütter è Architetto e Professore Associato di Disegno. Ha fatto parte del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre fino al 2019, dove ha insegnato Tecniche di rappresentazione e Percezione e comunicazione visiva. Tra le sue pubblicazioni si ricordano i tre volumi di Al cinema con l’architetto, Timìa edizioni 2017/2019, Architettura e rappresentazione. Alcune questioni, Kappa 2015 (a cura di), Immagine aziendale e progettazione grafica, Kappa 2011. Attualmente ha una rubrica nella rivista “Ticonzero”, scrive su “DeA, donne e altri” e collabora a “Bookciack magazine”.

    in risposta a: Novità in rubriche – Focus #6913

    NOTES ON PERCEPTION AND REPRESENTATION

    By Rafael Sousa Santos

     

    With this paper it is intended to address the perceptual aspect of representation, according to the following proposition: representation is the key of a privileged perception. Through the bibliographical review of a multidisciplinary set of authors – with particular focus on the work of Alberto Carneiro and Joaquim Vieira –, it is expected to verify the referred proposition according to three main subjects: first, perception-through-representation as a significant procedure to broaden and deepen the intelligibility of things; second, perception-through-representation as a form of knowledge based on conscious activity and the individual’s own sensitivity; and third, perception-through-representation as revelation and construction of the individual.

     

    Rafael Sousa Santos (Portugal, 1991) graduated in Architecture by the University of Beira Interior (DECA-UBI), Portugal (2013). Has his master’s in Architecture by University of Porto (FAUP), Portugal (2016), where he participates as intern in the Center for Studies of the Faculty of Architecture (CEFA). Currently he is a Ph.D. candidate in Architecture at FAUP (with supervisors from FAUP, Politecnico di Milano and Aahrus University). He has also collaborated in the curricular units of Urban Economy and Urbanistics 2 of Integrated Master’s in Architecture (MIARQ) at FAUP (since 2017).

    Elena Borghetti per U3 iQuaderni #06
    Il ruolo dell’attore finanziario nelle operazioni di Social Housing. Quali opportunità? / The role of financial actors in social housing operations. What opportunities?

    Leggete l'articolo su https://bit.ly/1eDAxs8

    Elisabetta Capelli per U3 iQuaderni #06
    Il Social Housing come politica pubblica / Social Housing as a public policy
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    Vincenzo Marrone per U3 iQuaderni #06
    Housing sociale e trasformazione semantica dell’abitare / Social Housing and semantic transformation of inhabiting
    Leggete l'articolo su https://bit.ly/1eDAxs8

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